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Froome concentrato sulla Vuelta

Image: Froome: pronto per la Vuelta

Chris Froome si prepara a tornare alla Vuelta a Espana con l’obiettivo di vincerla, dopo essere arrivato a sfiorare il successo nell’edizione 2011.

Gradi di capitano per il britannico nella grande corsa spagnola

Chris Froome si prepara a tornare alla Vuelta a Espana con l’obiettivo di vincerla, dopo essere arrivato a sfiorare il successo nell’edizione 2011. L’anno scorso Froome è stato la vera rivelazione della Vuelta, producendosi in una grandissima prestazione e centrando il secondo posto sul podio finale di Madrid, ad appena 13 secondi da Juan Jose Cobo. Sulla strada ha raccolto anche un indimenticabile successo di tappa a Peña Cabarga, una delle frazioni più emozionanti viste negli ultimi anni. Salito sul podio insieme al compagno di squadra Bradley Wiggins, Froome si è ripetuto nello scorso mese di giugno, eguagliando il piazzamento sul palco più importante, quello del Tour de France. A meno di un mese dal podio dei Campi Elisi, Froome si sta preparando per un altro test di tre settimane. Il britannico, keniota di nascita, non si è adagiato sugli allori dopo Parigi, volando subito in Gran Bretagna per far parte della formazione Britannica di 5 uomini che si è fatta carico di tutto il lavoro in una durissima prova in linea olimpica, prima di andare a cogliere il bronzo nella gara a cronometro.

Una stagione da ricordare

La Vuelta – al via il 18 agosto – vedrà Froome tornare nel luogo dove ha avuto inizio un’annata di risultati stroardinari, resi ancora più significativi se pensiamo che l’atleta 27enne ha dovuto riprendersi da un malanno che ne ha condizionato la prima parte di stagione. “Devo affrontare un altro mese di corsa dura, poi potrò riposarmi,” ci ha spiegato Froome, impegnato nella preparazione proprio per il grande giro spagnolo. “L’estate è stata piuttosto caotica fin qui (ride). Prima c’era tutta l’attesa nell’avvicinamento al Tour, poi il Tour medesimo, e ogni settimana ha portato con sè il suo carico di sfide e difficoltà. Il mio obiettivo era quello di arrivare al Tour, e poi di correrlo fino alla fine. Quello che abbiamo raccolto è stato un risultato importantissimo per la squadra, e poi riuscire a ripeterci anche ai Giochi Olimpici dopo tutto questo ha reso davvero indimenticabili questi mesi.” “Non era facile rimanere concentrati dopo il Tour, perchè una volta portata a termine una cosa del genere, è come mettere fine a una fase, a un periodo. Tuttavia, naturalmente abbiamo dovuto rimanere concentrati fino a dopo la cronometro olimpica. In seguito, mi sono preso qualche giorno di riposo prima di riprendere ad allenarmi questa settimana e cominciare a prepararmi per la Vuelta.”
Un buon terreno di caccia
Con un percorso ricco di montagne e una squadra fortissima al suo fianco, Froome ha ammesso che la Vuelta ha sempre fatto parte dei suoi obiettivi stagionali, e che si sente pronto ad affrontare la dura sfida rappresentata da due grandi giri in rapida successione. “La Vuelta ha fatto parte dei miei programmi fin dall’inizio dell’anno, ed è una corsa che ho davvero voglia di riaffrontare dopo i risultati dell’anno scorso,” ha proseguito. “Molte persone avranno pensato che, dopo il Tour, i programmi potessero cambiare, ma personalmente sono sempre rimasto fedele al progetto, e voglio davvero correre questo secondo grande giro in successione. Non l’ho mai fatto prima, e per questo voglio scoprire cosa sono in grado di fare.” “Partirò con i gradi di capitano, ma non significa che non abbiamo altri uomini capaci di fare classifica. Rigoberto e Sergio hanno concluso nei primi 10 al Giro, ed hanno entrambi un enorme potenziale. Non ho dubbi che saranno prontissimi per questa Vuelta. Richie Porte è un altro atleta di grande libello: ha fatto il Tour insieme a me, e ariverà alla Vuelta con una base solidissima. E’ fortissimo a cronometro e in salita, e potrebbe benissimo essere là davanti anche lui. Molte persone considerano la Vuelta meno rispetto al Tour, ma la squadra con la quale ci presentiamo non è certamente di seconda fascia.” “Con tutti questi arrivi in salita, la corsa promette di essere davvero selettiva, e non ci sarà modo di nascondersi per coloro che non dovessere essere in condizione. Sarà una gara molto interessante.”
Sfida fra scalatori
Per i tifosi, la Vuelta promette grandi sfide in salita fra alcuni degli scalatori più forti in circolazione. Froome ha dato prova delle sue doti al Tour, ma in Spagna dovrà fare i conti con un nuovo gruppo di avversari. Joaquim Rodriguez (Katusha) si è piazzato secondo al Giro d’Italia, il campione uscente Cobo (Movistar) tornerà su queste strade, così come Alberto Contador (Saxo Bank-Tinkoff Bank), al rientro dopo la squalifica. Sul rientrante Contador, Froome ha dichiarato: “Alberto avrà molto da dimostrare dopo la squalifica, e non ho dubbi che, giocando in casa, si presenterà al meglio per l’occasione. Non ho un’idea precisa sul suo stato di condizione, ma sicuramente lo ritroveremo nelle prime posizioni, e credo che si presenterà come il favorito per vincere questa Vuelta.” “Non sento più di tanto la pressione, per essere onesto. Parto come il capitano del Team Sky, ma questo non fa un’enorme differenza – mi preparo nello stesso modo che per qualsiasi altra corsa. Farò del mio meglio, in qualsiasi compito che mi verrà assegnato della squadra. Se ci sarà da provare a vincere le tappe, o la classifica generale, allora proverò a farlo, ma se qualcuno dei miei compagni dovesse mettersi in luce e dimostrare di avere possibilità migliori delle mie, allora sarò felice di lavorare per loro.” “Il calendario ha reso le cose più difficili, perchè non ho avuto tempo per fare una preparazione specifica per la Vuelta. Ho dovuto allenarmi anche per le due prove olimpiche, e quindi non mi presenterò con la stessa condizione che avevo al Tour, ma sono fiducioso, molto motivato, e desideroso di essere il capitano di questa squadra per la prima volta. Per me è una situazione fantastica, e voglio sfruttarla nel migliore dei modi.” “Ho così tanti bei ricordi dell’anno scorso. Su tutte, la sorpresa nel vestire la maglia rossa dopo la cronometro – per me, ritrovarmi in testa a un grande giro era un’esperienza piuttosto surreale. Da lì ho avuto via libera per provare a fare la mia corsa, e la vittoria nella 17a tappa è stata un grande momento per me, e un grande momento per la squadra.”